Biografia

Dossier biografico
Durante gli studi di architettura collabora come assistente alla cattedra di Teoria e Tecnica della Progettazione Architettonica e si laurea nel 1992 col Prof. Arch. Nicola Pagliara con una tesi in Progettazione Architettonica all’Università degli studi di Napoli “Federico II”.
Dopo una prima esperienza come direttore di cantiere per la realizzazione della facoltà di farmacia nel complesso Universitario di Salerno in Fisciano, apre un proprio studio professionale a Sarno, dove comincia a lavorare principalmente con una committenza privata nell’ambito della residenza e delle attività commerciali con progettazione e direzione dei lavori. Nel contempo partecipa a diversi concorsi di idee con la pubblicazione di alcuni progetti.
L’intento principale è la continua ricerca di una spazialità sempre nuova attraverso una diversa interpretazione del sistema strutturale e funzionale tradizionali, dove il linguaggio architettonico non può che essere quello del “proprio tempo”. L’estetica come risoluzione di un problema costruttivo e come relazione col contesto circostante, mai fine a se stessa.   
Nel 1999 consegue il diploma di specializzazione post-laurea sempre alla “Federico II” in disegno industriale col Prof. Arch. Riccardo Dalisi e il Prof. Arch. Ermanno Guida. Partecipa a diversi concorsi di design con alcune pubblicazioni: infatti al concorso indetto dalla Fiat auto, classificatosi terzo, la motivazione della giuria presieduta dal Prof. Gillo Dorfles dice:” per la semplicità dell’impianto generale e per la trasformabilità leggera e chiara dell’auto”.
Allestisce alcune mostre personali con la conseguente pubblicazione di un piccolo catalogo degli oggetti realizzati in pietra, legno e ferro, tutti di carattere artigianale.
La frequentazione delle botteghe dei mastri artigiani ha dato esperienza all’amore profondo che l’architetto designer ha per i materiali e che utilizza nel rispetto della loro stessa natura.
Anche qui il risultato estetico finale non è un punto di partenza ma di arrivo. Una conquista.
Nella prefazione al catalogo ha detto di lui il Prof. Arch. Nicola Pagliara:”i pezzi disegnati da Cordasco, possono, come ogni opera d’arte, essere vissuti a sé, estrapolandoli dal contesto ed elevarli ad autentica opera di riflessione”.
L’approdo alla scultura nasce da una forte necessità interiore di ricerca di se stessi in se stessi,
una forza irrefrenabile, un fuoco appena divampato. Infatti, il mestiere di architetto relazionato ad un contesto troppo difficile e riduttivo rispetto ai temi e ai problemi sociali che ci circondano, sembra sempre più banale e superficiale e condizionato.
E allora l’energia interiore prende altre strade appunto, quella della scultura, in ferro in questo caso.
La libertà con cui ci si confronta grazie ad essa non ha paragoni e neanche sull’incertezza del risultato finale,  sempre inaspettato e inconsueto. Lavorare la materia è un po’ come entrare dentro di essa, esplorarla per scoprirne i suoi lati “oscuri” è un lavoro affascinante: è come raccontarsi senza parlare, amare senza possedere, sorridere senza motivo.  
Partecipa a numerose mostre su selezione e su invito in tutta Italia, trovando finalmente la propria strada.
“La scultura è la struttura delle proprie emozioni, con la possibilità che possa evocare anche altro da se stessa, intercettando l’immaginario di ognuno di noi in maniera differente”.
Nella recensione al catalogo ha scritto di lui il Prof. Arch. Riccardo Dalisi: “Riflessioni, tentativi di puro inizio in più di un caso sono apparsi rivelatori accrescendo quel grado di suggestione che ogni lavoro e ogni opera d’arte deve possedere”.